I thought everything would come to an end

In 2007, I was diagnosed with an invasive and aggressive breast cancer at the third stage. Fear and cold had fallen on me.

I was planning to go to China with Greg to make shows at the Olympics. They contacted us because they liked the idea of ​​Amer Italian ... Two cultures, two worlds that met.

But it was not possible. I had to hurry and take care of this thing, this monster who had crept into my life and my body.

I did not feel any pain. I did not perceive the two cysts that grew and were within me for at least three years and that in a month they were so widespread that I felt fluctuated in my breasts when I turned. The x-ray showed a dull white backbone ... calcifications that had completely invaded the whole breast, including the nipple.

After two important surgeries and other two completions, 4 chemotherapy and 6 weeks of radiotherapy, one month of physiotherapy we beated it and since 2008 I am cancer free.

Now, 10 years later, it seems to me that this never happened even if to remind me of it I have a silicone breast and a long scar in the back from where they removed the skin to reconstruct the right breast.

Sometimes the scar pulls, especially when weather changes. But I can not really complain.

A couple of days ago I knew about the existence of this little girl, Bea, whose skeleton is trapped in calcifications that keeps her from moving. It's like a statue.

A little body that is now 8 years old and who does not know what does it means walking, turning, moving a finger or hand, sitting, getting up, bending, lying down. She cannot do anything alone.

His mother Stefania and her dad Alessandro had always been close to her and could not do anything unless being completely devoted to her giving all the attention and love that two human being can give. But being the only case in the world no doctors could find any cures or therapies.

Two days ago, Mom Stefania flew into the sky for a breast cancer ...

A tragedy that adds to another tragedy ...

This thing impressed me a lot. I continue to think to these dignified people who are closed in their pain and at the same time so strong and beautiful to be an exemple of courage and brave  for many who, while having everything, find no joy in life.

Life is such a light puff and can fly away so quickly that we must always be respectful and grateful to what we have.

 

Pensavo che sarebbe finito tutto

Nel 2007 mi è stato diagnosticato un tumore al seno, invasivo e aggressivo al terzo stadio. La paura e il freddo si erano calati su di me.

Stavo progettando di andare in Cina con Greg per fare spettacoli in occasione delle Olimpiadi. Ci avevano contattato perchè gli era piaciuta l'idea di Amer Italian... Le due culture, due mondi che si incontravano.

Ma non fu possibile. Dovetti andare e in fretta ad occuparmi di questa cosa, questo mostro che si era insinutao tra la mia vita e il mio corpo. 

Non sentivo alcun dolore. Non percepivo le due cisti che crescevano e che erano dentro di me da almeno tre anni e che in un mese si erano talmente estese che le sentivo fluttuare nel seno quando mi voltavo. La radiografia mostrava un fitto retacolo bianco... calcificazioni che avevano completamente invaso tutta la mammella, incluso il capezzolo.

Dopo due interventi importanti ed altri due di definizione, 4 chemioterapie e 6 settimane di radioterapia, oltre ad un mese di fisioterapia l'abbiamo sconfitto e dal 2008 sono cancer free.

Ora, a distanza di 10 anni, mi sembra che tutto questo non sia mai capitato anche se a ricordarmelo ho un seno di silicone e una lunga cicatrice sulla schiena da dove hanno recuperato la pelle per ricostruire il seno destro.

Ogni tanto la cicatrice tira, specialmente quando cambia il tempo. Ma davvero non posso lamentarmi.

Un paio di giorni fa ho saputo dell'esistenza di questa bambina, Bea, il cui scheletro è intrappolato in calcificazioni che le impediscono di muoversi. é come una statua. 

Un corpicino che ora ha 8 anni e che non sa e mai saprà cosa vuole dire camminare, girarsi, muovere un dito o un a mano, sedersi, alzarsi, piegarsi, sdraiarsi. Non può fare nulla da sola.

La sua mamma Stefania e il suo papà Alessandro le sono sempre stati vicini e non hanno potuto fare null'altro che non farle mai mancare la loro attenzione e il loro amore. Ma essendo l'unico caso al mondo non ci sono cure o terapie.

Due giorni fa la mamma Stefania è volata in cielo per un tumore al seno...

Una tragedia che si aggiunge ad un'altra tragedia...

Questa cosa mi ha colpito molto. Continuo a pensare a queste persone chiuse nel loro dolore e nello stesso tempo così forti e belle da essere di esempio per molti che pur avendo tutto non trovano gioia nella vita.

La vita è un soffio così leggero e può volare via lontano così in fretta che dobbiamo sempre essere rispettosi e grati di quello che abbiamo.